Confetti nunziali, tra storia e tradizione

Data 22-02-2019


Ciò che rende speciale un matrimonio, oltre alla scelta di una location unica come Villa Gervasio, sono i dettagli, che permetteranno agli ospiti di vivere, insieme agli sposi, un’esperienza memorabile. Per questo, in un matrimonio che si rispetti, non può mancare la confettata: una tavola allestita con cura e fantasia che accoglie confetti di ogni tipo e gusto.

A Villa Gervasio è riservata grande attenzione all’allestimento della confettata: ampolle, candele, recipienti in vetro si alternano a composizioni floreali in tema con il vostro evento, senza mai dimenticare buon gusto ed eleganza. Si può giocare con gli elementi e dare spazio alla fantasia: dal tema marino a quello shabby chic, o ancora al living coral, le wedding planner di Love Events vi stupiranno con allestimenti particolari e di gran classe, accontentando tutti i vostri desideri. Tutto sarà studiato nei minimi dettagli e le suggestive sale di Villa Gervasio, con il panorama mozzafiato, faranno da cornice, rendendo la vostra confettata un momento davvero speciale.

Di confetti oggi ce n’è davvero un’infinita scelta: alla versione più tradizionale, caratterizzata dal tipico guscio di zucchero che riveste una preziosa mandorla d’Avola, si sono affiancate tantissime varianti, declinate nei gusti più insoliti. Dal confetto ripieno di cioccolato (talvolta bianco, talvolta fondente) al confetto aromatizzato al pistacchio, fino alle declinazioni fruttate, ce n’è davvero per tutti i gusti.

Oltre a deliziare il palato con gli aromi più diversi, il confetto racchiude in sé una magica simbologia, tramandata per secoli. I confetti sono, infatti, da sempre simbolo di prosperità, felicità e abbondanza. Le prime testimonianze legate all’esistenza di queste squisite prelibatezze risalgono all’Antica Roma, quando le usanze del tempo volevano che gli invitati alla festa omaggiassero il festeggiato portando all’evento delle piccole caramelle dure in segno di buon auspicio e come pronostico di ricchezza. Un’altra antica tradizione, sempre legata ai confetti, consisteva nel lanciarli addosso agli sposi, al termine della cerimonia, alla loro uscita dalla chiesa, come augurio di fertilità.  Al XIII secolo risale l’usanza di conservare i confetti in preziosi cofanetti, usanza che circa due secoli più tardi darà vita alla “bomboniera”. Il termine, infatti, deriva dal francese “bon bon”, e indicava un piccolo e prezioso contenitore che donne e uomini nobili portavano con sé esibendolo con orgoglio, un oggetto talmente importante che accompagnava lieti eventi come nascite, matrimoni e festeggiamenti.

Dovremo, invece, attendere gli anni del Medioevo per incontrare il tradizionale confetto che vede le sue origini nel lontano ‘400, con l’avvento delle prime importazioni di zucchero dall’India. La fabbricazione dei confetti moderni ebbe inizio a Sulmona, in Abruzzo, proprio nel XV secolo. Per secoli i confetti, impegnati come elemento propiziatorio per scandire i momenti importanti della vita, furono i protagonisti indiscussi di matrimoni e cerimonie, tuttavia la confettata classica, intesa come tavola imbandita di dolci squisitezze è un’usanza recente, tipica dei giorni nostri.

Per tradizione, nella bomboniera i confetti devono essere cinque, dispari come augurio di fertilità alla coppia, che non resti a lungo solo in due, e come i doni della vita: salute, fertilità, longevità, felicità, ricchezza. Il galateo vuole poi che i confetti vengano confezionati in un sacchettino di tulle o pizzo, che richiami magari il vestito della sposa, nel quale inserire un cartoncino con il nome della sposa e dello sposo e la data del matrimonio.



Confetti nunziali, tra storia e tradizione Villa Gervasio