Villa Gervasio

26 Maggio 2019

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Matrimonio, le tradizioni e le usanze da rispettare

Dal giorno della settimana, al velo della sposa, all’intimo, al colore dell’abito delle damigelle, numerose sono le superstizioni che ruotano attorno al matrimonio e al quale non potrete scampare! Nonne, mamme e zie saranno al vostro fianco a ricordarvele, e nel caso se ne fossero dimenticate qualcuna, ecco un piccolo riepilogo.

Cominciamo dalla scelta della data: stando a quanto recita l’antico detto napoletano “di venere e di marte non si sposa e non si parte”, è preferibile non programmare alcun ricevimento nuziale (o viaggio) né di venerdì né di martedì, poiché considerati giorni sciagurati. Particolarmente favorito sembra invece il lunedì, giorno dedicato alla luna, astro delle spose e portatrice di buona salute.
Il giorno della settimana non è l’unico da considerare per la riuscita del vostro matrimonio. Stando alle superstizioni più comuni infatti, anche i mesi hanno una particolare valenza: gennaio ad esempio porta affetto, gentilezza e fedeltà; febbraio è in assoluto il miglior mese, poiché portatore di amore e passione; marzo invece reca gioie e dolori; mentre aprile è considerato tra i più fortunati, al contrario di maggio che sembra in assoluto quello più sconsigliato; giugno, luglio e agosto sono tutti molto fortunati e prosperi, ma se volete assicurarvi una vita ricca ed economicamente agiata, allora non vi resta che scegliere settembre; altro mese poco consigliato insieme a maggio è invece ottobre, il quale non assicura nulla di buono; infine sia novembre che dicembre si classificano, dopo febbraio, come i meglio favoriti dalla tradizione, in quanto portatori di gioia, felicità e amore eterno.

Attorno all’abbigliamento ruotano alcune tradizioni per la sposa, alle quali quasi tutte le ragazze, anche le più scettiche, provano ad attenersi. Per tradizione, infatti, si vuole che il giorno delle nozze la sposa porti con sé; cinque cose:

Una cosa vecchia. Questa simboleggia il passato, tutta la vita antecedente al matrimonio e l’importanza che questa ricopre. Ogni sposa deve portare con sé un oggetto appartenente al passato proprio per non dimenticarlo nel nuovo cammino che si va ad intraprendere;

Una cosa nuova. Questa come simbolo della vita che si sta per cominciare e delle nuove sfide che questa porterà con sé;

Una cosa prestata. Ovviamente sarà una persona cara a prestare un oggetto, a simboleggiare che le persone care restano vicine anche nel passaggio dal vecchio al nuovo;

Una cosa regalata. Questa simboleggia l’affetto delle persone che si amano;

Una cosa blu. Indica sincerità e purezza da parte della sposa. Da tradizione, di questo colore sarà la giarrettiera, indossata nel caso di gonne ampie e coprenti.

Accanto alla tradizione più nota di indossare le classiche 5 cose (prestata, regalata, nuova, vecchia, blu), per la sposa c’è una vecchia usanza che la invita ad infilare all’interno delle sue scarpe eleganti una monetina da un centesimo (o da un qualsiasi valore simbolico) per invocare prosperità, benessere e ricchezza alla coppia.

Altra tradizione per la sposa, molto forte e viva tutt’ora, è quella che il futuro marito non può vedere l’abito da sposa se non al momento della cerimonia: vederlo prima porterebbe una sfortuna immensa. Sempre attorno al vestito da sposa, un’antica credenza vuole che la sposa non possa guardarsi allo specchio prima della cerimonia e se proprio non resiste alla tentazione, lo deve fare togliendosi qualcosa, tipo una scarpa, il velo o i guanti. Infine, una tipica tradizione del Sud Italia vuole che la sposa indossi il velo la cui lunghezza sia commisurata agli anni di fidanzamento: ad ogni anno corrisponde un metro; tanto più lungo è il velo, tanti più saranno gli anni che la giovane avrà atteso prima di compiere il grande passo.

Anche per le fedi nunziali la tradizione non manca: queste non possono assolutamente cadere durante la cerimonia e se, malauguratamente lo fanno, allora a raccoglierle deve essere il prete o l’Ufficiale di Stato.

Ancora, una tradizione romanticissima è quella che vede entrambe gli sposi impegnati, la sera prima delle nozze, a scrivere una lettera colma di frasi d’amore e ogni auspicio, da chiudere in busta, custodire segretamente e poi leggere insieme il giorno del primo anniversario di nozze.

Infine, se pensate bene alle tradizioni del matrimonio, vi verrà subito in mente come molti rituali possano ricollegarsi al lancio: il riso, le colombe le farfalle, il bouquet di fiori e per i più temerari la giarrettiera. Ogni lancio ha un significato ben preciso: il riso oggi viene lanciato in ricordo di un’antica leggenda orientale grazie alla quale questo cereale è diventato simbolo di abbondanza, fertilità e gioia; le colombe sono il simbolo di unione indissolubile per antonomasia, proprio per la tipica caratteristica della loro specie, quindi il lancio è un augurio di amore eterno; le farfalle sono l’emblema del colore della purezza e soprattutto della trasformazione, ecco che gli sposi le liberano in cielo come segno di trasformazione compiuta nella loro vita; il bouquet viene lanciato a fine festa ad un gruppo di invitate nubili e chi se lo aggiudicherà, vedrà avverato il sogno di sposarsi entro l’anno; la giarrettiera, infine, viene sfilata dallo sposo e lanciata ad un gruppo di inviati celibi e per la stessa logica del bouquet, anche in questo caso chi se la aggiudicherà, andrà all’altare entro l’anno.